La derattizzazione migliora l’ambiente in cui si vive.

L’intervento di derattizzazione deve essere commisurato alle caratteristiche bio-etologiche dell’infestante, deve esaminare gli aspetti ambientali e tenere conto degli aspetti economico-aziendali affinché i risultati siano conformi alle aspettative. Il pericolo dell’insorgere di fenomeni di resistenza e l’impossibilità di adottare una lotta a calendario rendono obbligatorio un continuo aggiornamento su prodotti, tecnologie e metodi di applicazione nonché l’adozione di tecniche di lotta integrata per la profilassi, la prevenzione e il mantenimento della sanità dei locali. 
A priori non è possibile indicare la durata di un piano completo di derattizzazione; è certo che non è possibile risolvere il problema con un unico o con pochi e sporadici interventi.E anche quando l’intervento di bonifica iniziale sortisce effetti confortanti, i risultati potranno essere considerati pienamente soddisfacenti solo se verranno confermati

da controlli periodici che evidenziano il mantenimento dell’infestazione al di sotto della soglia critica. Nella pianificazione degli interventi si devono considerare numerose variabili che possono influenzare il risultato finale.
Tra le varianti più importanti bisogna considerare che spesso ratti e topi marcano trappole e esche per segnalarle ai propri simili rendendo di fatto nullo l’intervento di derattizzazione.
Inoltre, anche se i dati sono molto contrastanti, si è visto che anche tra i roditori è possibile la comparsa di fenomeni di resistenza a rodenticidi utilizzati con continuità nello stesso ambiente.
 Il principio della lotta a calendario è assolutamente impraticabile in quando le epoche d’intervento variano di anno in anno: impostare correttamente la lotta vuol dire tenere conto delle esche consumate, delle preferenze alimentari della colonia nonché della prolificità della popolazione.

Linee guida della corretta derattizzazione

Ricerca delle tracce (escrementi, rosicchiamenti, impronte, etc…); ricerca dei punti di annidamento per prevedere gli spostamenti e la distribuzione dell’infestazione; creazione di planimetrie per individuare i punti dove applicare la lotta; coinvolgimento del personale per eliminare azioni che facilitano la reintroduzione di topi e ratti, sono aspetti salienti di un intervento di derattizzazione. Il sopralluogo deve comprendere gli ambienti esterni (fonte di infestazione).

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Topi e ratti sono anche vettori di malattie infettive e spesso danneggiano le infrastrutture. Motivazioni di ordine sanitario ed economico rendono indispensabile il monitoraggio ed il controllo dei roditori.

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La creazione e la concentrazione di zone industriali nelle aree periferiche di una città, la presenza di aree di degrado, la realizzazione di discariche , le zone occupate da macerie, sono situazioni di richiamo per ratti e topi.

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Il massimo risultato nella bonifica ambientale viene conseguita solo applicando professionalità e buona conoscenza dell’organismo target la lotta prevede l’utilizzo di biocidi specifici .

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